STORIA - HISTORY
27/03/2014
STORIA - HISTORY

La fondazione di Badesi

La leggenda popolare narra che i primi abitanti del paese furono sette fratelli pastori – Francesco, Giovanni, Giovanni Maria, Matteo, Pancrazio, Pietro, Salvatore - figli di Antonio Stangoni. Questa famiglia, forse proveniente dalla Corsica o da Aggius,  si stanziò, verso la fine del 1600 - primi 1700,  nelle vicinanze di un piccolo fiume, Lu Riu Balbaru. Fu nei pressi di questo corso d’acqua che gli Stangoni costruirono le pinnette, capanne tipiche dell’ambiente pastorale realizzate in pietra, legni e frasche, diffuse nella Sardegna settentrionale fino a tempi recenti. L’antica presenza di queste dimore è ricordata ancora oggi dal toponimo Li pinnetti di lu riu, riferito alla periferia dell’odierno paese, considerato centro storico e primo nucleo abitativo dell’insediamento.
Circa il primo popolamento di Badesi, così recita un passo del Libro Cronico Parrocchiale, compilato negli anni ’30 dal Rettore Don Francesco Filigheddu:
«L’origine di Badesi risale probabilmente all’ultimo ventennio del secolo decimo settimo. Un certo Antonio Stangoni, venuto non si sa da quale parte del continente, eresse qui la sua capanna, rimanendo padrone di un vastissimo territorio coperto di boschi secolari».
Il racconto storico-leggendario sull’esistenza dei sette fratelli Stangoni trova conferma anche in un documento dei primi dell’ottocento, riproposto nel 1925 dal parroco di Trinità D’Agultu, Don Francesco Sini, allora responsabile anche della frazione di Badesi, che faceva parte del vasto Comune di Aggius.
Il documento in questione è un atto notarile, redatto in data 10/05/1804 dal notaio Delrio, con la presenza di cinque testimoni. Il testo sancisce la divisone delle cussorgie (in questa accezione il termine indica dei terreni per il pascolo) dei fratelli Stangoni, fra i loro diciotto nipoti e pronipoti, che non riuscivano più a gestire in modo pacifico le terre ereditate dai loro antenati. Fu infatti per le continue liti e controversie sull’uso delle cussorgie che gli eredi si rivolsero ad un notaio, attraverso il quale cercarono una soluzione definitiva.
Il 1804 rappresenta dunque per Badesi un anno di fondamentale importanza, poiché fu a partire da questa data che Badesi divenne una borgata, e luogo dove «poter formare case, capanne e pasturar robe». Così, in breve tempo, il piccolo centro si popolò stabilmente e con maggiore regolarità.

 
L’origine del toponimo
 
Rispetto all’origine del toponimo di Badesi sono state formulare tre ipotesi.
Quella più accreditata lo fa risalire alla presenza di un guado, che in dialetto gallurese si traduce in Badu o Adu. In effetti, vista la presenza di corsi d’acqua, quali il fiume Coghinas e Lu Riu Balbaru, una buona porzione di territorio è zona di guadi, transiti che hanno consentito il passaggio fra le regioni storico-geografiche dell' Anglona e della Gallura.
Il linguista sardo Massimo Pittau spiega quindi il toponimo Li Badesi  come “Quelli del guado”, attribuzione riferita dapprima agli abitanti della zona e poi scelta come nome del paese una volta sviluppatosi l’attuale nucleo urbano, cui è seguita la creazione dell’etnico relativo: li Badesani.
In precedenza, lo stesso studioso aveva spiegato l’origine del nome di Badesi ipotizzando, in epoca romana, la presenza di una importante villa (residenza rustica di un ricco proprietario terriero) appartenuta ad un ipotetico personaggio di nome Badesius. La villa di Badesius avrebbe con i secoli cambiato e perduto definitivamente gli attributi originari, ma avrebbe conservato nella memoria collettiva il nome, poi utilizzato per la fondazione del nucleo urbano in epoca moderna. Allo stato attuale mancano però le conoscenze relative alle ville rustiche nella zona, e su un personaggio di nome Badesius.
Una terza ipotesi, infine, si rifà alla teoria dello studioso Miglior Iosto, che  fa risalire il toponimo al vocabolo greco Patèo o Batèo , che significa “Pigio”, da “Pigiare l’uva”, e Patèsis, che significa “Pigiatura dell’uva”. Badesi sarebbe quindi il “Villaggio fornitore di pigiatori d’uva”. Ma questa teoria non può essere ritenuta valida poiché non tiene in considerazione che in questo territorio non esistono testimonianze riconducibili a frequentazioni greche, e non tiene neppure conto della presenza dei guadi, dai quali sicuramente deriva il nome di Badesi. Sembra quindi casuale la corrispondenza tra il significato di Patèsis e la reale vocazione odierna vitivinicola del paese.
Riguardo invece i nomi delle tre frazioni di Badesi - La Tozza, Muntiggioni e Azzagulta-, è ancora lo studioso nuorese Pittau a spiegarne i rispettivi significati. Così, La Tozza sarebbe un derivato dal vocabolo corso Tòzza, che significa “Macigno”, “Masso”, “Grossa pietra”; Muntiggioni si spiegherebbe come “Grande collina”; Azzagulta, come “Scarpata corta” o “Salita corta”.
 
La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
 
Si racconta che la prima chiesa di Badesi fu costruita a seguito di un sogno ripetutosi per ben tre volte a Salvatore Stangoni-Picconi: un vecchio saggio, dalla lunga barba bianca, gli chiese di edificare una chiesa da dedicare al Sacro Cuore di Gesù. Così il signor Stangoni e sua moglie, riconoscendo in quel sogno il volere di Dio, decisero di donare il terreno per la costruzione della chiesa, del sagrato e della piazza antistante. Nel 1897 fu posta la prima pietra. Il 2 settembre del 1900, giorno di Domenica, la chiesetta, oramai giunta a termine, fu inaugurata e benedetta dal parroco di Trinità d’Agultu, Don Giovanni Tamponi.
Queste notizie furono riportate a Don Filigheddu nei primi anni ‘30 del XX secolo, da Giovannica Stangoni, moglie dello stesso Salvatore Stangoni, deceduto nel 1915.
È però naturale presupporre, a parte il racconto del sogno, che la popolazione tutta di Badesi desiderasse ardentemente una chiesetta dove poter assistere alle Messe: del resto, il paese contava all’epoca circa cinquecento anime ed era sicuramente in crescita notevole, secondo quanto riporta don Filigheddu nel Libro Cronico e secondo le statistiche storiche ISTAT che ci parlano di un incremento nel ventennio 1881-1901 da 458 a 593 residenti per Badesi e le sue frazioni. Addirittura, il poeta dialettale Giovanni Aunitu, in una canzone del 1898 composta per ricordare l’inizio dei lavori della costruzione della chiesa, parlava di quasi 700 abitanti.
A quei tempi, la comunità badesana non aveva ancora una sua parrocchia. Badesi infatti, fino al Marzo del 1943, rientrava nella parrocchia di Trinità d’Agultu. A partire invece dal 1959 e fino al 1961, la vecchia chiesetta fu demolita a favore di un nuovo edificio di culto, più grande e moderno.
 
Badesi oggi

Badesi, che fino al 1969 era compreso nel vasto Comune di Aggius, è oggi un Comune autonomo, dotato di tutti i servizi essenziali. Paese in forte crescita, dagli anni ‘70 ad oggi registra un notevole incremento del turismo balneare, punto di forza per la sua economia. La vocazione turistica del paese ha determinato la costruzione di numerose strutture alberghiere, punti di ristoro, di vendita e di aggregazione, che garantiscono ai numerosi visitatori un soggiorno confortevole e indimenticabile. Badesi è la meta ideale per chi vuole vivere una vacanza di qualità, all’insegna del relax e della tranquillità più assoluta.

The establishment of  Badesi

Popular legend has it that the first inhabitants of the country were seven shepherd brothers – Francesco, Giovanni, Giovanni Maria, Matteo, Pancrazio, Pietro, Salvatore – the sons of Antonio Stangoni. This family, possibly from Corsica or from Aggius settled in the late 1600's - early 1700's near a small river, Lu Riu Balbaru. It was near this river that Stangoni built the “pinnette” , typical pastoral huts made of stone, wood and branches, widespread in northern Sardinia until recently. The presence of these ancient dwellings is still remembered by the name of “Li pinnetti lu riu”, referring to an area on the outskirts of the town, considered the historical centre and the first inhabited part of the settlement. In terms of the first people to live in Badesi, the following comes from a passage from the  Parish Register, compiled in the '30s by the Rector Don Francesco Filigheddu:
"The origins of Badesi probably date back to the last two decades of the seventeenth century. A certain Stangoni Antonio, origins unknown, erected his hut here, and became master of a vast territory covered in centuries old trees and woods. "
The historical-legendary story about the existence of the seven Stangoni brothers is also confirmed in a document from the early nineteenth century, rediscovered in 1925 by the parish priest of Trinità D'Agultu, Don Francesco Sini, then responsible for the Badesi settlement which was part of the vast Aggius administrative district.
The document in question is a deed issued on the 5th of October 1804 by Notary Delrio in the presence of five witnesses. The text states the division of “cussorgie” (in this sense the term refers to land for grazing) of the Stangoni brothers among their eighteen grandchildren and great-grandchildren who were no longer able to manage the land inherited from their ancestors in a peaceful way. Indeed, it was because of the continuous quarrels and disputes about the use of the “cussorgie” that the heirs turned to a notary through whom a permanent solution was sought.
1804 is therefore a year of fundamental importance for Badesi, for it was from this date that Badesi became a town  and place where "to form houses, huts and establish pastoral material." So, in a relatively short time  the small town was populated peacefully and legally.
 
Origins of the name

Three possible explanations regarding the origin of the name Badesi have been put forward.
The most likely seems to indicate the presence of a ford, which in Gallura dialect translates into Badu or Adu . In fact, given the presence of bodies of water such as the River Coghinas and Lu Riu Balbaru, there are a  good number of fords in this area, which have always been traditional places of passage between the historical and geographical regions of  Anglona and Gallura .
The Sardinian linguist Massimo Pittau then explains the name as Li Badesi "Those of the ford", referring first to the inhabitants of the area and then chosen as the name of the town once the existing inhabited settlement developed; this was then followed by the creation of the ethnic term - Badesani.
Previously , the same scholar had explained the origin of the name of Badesi by hypothesizing about the presence of an important villa (the country house of a wealthy landowner) in Roman times  which may have belonged to a hypothetical character named Badesius. The villa Badesius would have changed over the centuries and definitely lost its original characteristics, but the name would have remained in the collective memory, to be then used for the foundation of the urban settlement in modern times. At present  however, there is a lack of authentic data both about significant villas in the area, and a character named Badesius .
Finally a third hypothesis refers to the theory of the scholar Miglior Iosto, which traces the name back to the Greek word Pateo or Bateo , which means " Pigio " from " Pigiare l’uva (to press grapes)" and Patèsis , which means " Crushing of  grapes ", thus Badesi would be the "Village supplier of grape treaders." But this theory cannot be considered valid because it does not take into account the fact that in this area there is no evidence of Greek presence or invaders, nor does it take into account the presence of the fords from which the name of Badesi surely derives. The connection between the meaning of Patèsis and today’s significant wine-producing tradition seems specious, if not impossible.
In terms of the names of the three outlying areas of Badesi – La Tozza, Muntiggioni and Azzagulta – it is left again to the Nuorese scholar Pittau to explain their meanings. La Tozza could be a derivative of the Corsican word Tòzza , which means "Millstone", "boulder" or simply "Big stone"; Muntiggioni is explained as "Big Hill";  and Azzagulta as "Short escarpment" or "short climb".

The Church of the Sacred Heart
 
It is said that the first church in Badesi was built following a dream which happened to Salvatore Stangoni - Picconi three times: a wise old man with a long white beard asked him to build a church dedicated to the Sacred Heart of Jesus. So Stangoni and his wife, recognizing God's will in that dream, decided to donate the land for the construction of the church, the churchyard and the square in front. In 1897 the first stone was laid, and on Sunday 2nd of September 1900, the completed church was inaugurated and blessed by the priest of Trinità Agultu Don Giovanni Tamponi.
These events were reported to Don Filigheddu in the early 1930s by Giovannica Stangoni, wife of the same Salvatore Stangoni who died in 1915.
However,  apart from the telling of the dream, it is natural to assume that the entire population of Badesi wanted a church where they could attend Mass: at that time the village had about five hundred inhabitants, and was certainly growing remarkably, according to reports by Don Filigheddu in the Parish register and ISTAT historical records where mention is made of an increase in the twenty years from 1881-1901 from 458 to 593 residents in Badesi and its surrounding villages. Indeed, in a song composed in 1898 to commemorate the start of the work of building the church the dialect poet Giovanni Aunitu mentioned about  nearly 700 residents.
At that time the Badesi community did not have its own priest and in fact until March 1943 it was part of the parish of Trinità d’Agultu. Starting instead from 1959 until 1961, the old church was demolished to make way for a new, larger and more modern church.
 
Badesi today

Until 1969 Badesi was part of the vast Aggius administrative area. Today it is an independent  town with all the fundamental amenities. As a town undergoing rapid growth, since the 1970s it has experienced a notable increase in tourism based around the sea and beach, a focal point for its economy. The town’s tourist vocation has led to the construction of numerous hotel complexes, places for eating, meeting and shopping, all of which guarantee the numerous visitors a comfortable and memorable holiday. Badesi is the ideal destination for those who want a quality holiday in relaxing peace and quiet.